Nulla-osta

aprile 21, 2011

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“Non ti ho mai ritenuta colpevole perchè non hai fatto nulla di che, ma è proprio questo che mi ha deluso, non hai fatto nulla.”


- Ecco, questo potrei dirlo anch’io.

- C’è sempre qualcuno che non fa nulla.

- E ti lascia impotente.

- Non puoi nemmeno parlarne per cercare di rimediare
alla delusione.

- Ti lasciano andare come se tu non fossi mai stata niente.

- Forse è l’unico dolore che non passa.

-

Si – lente

febbraio 21, 2011

-
Mi sto spostando fuori dall’orbita

Le immagini scorrono, lente
e raccontano di quello che hai vissuto, senza vedere.
Cecità degli occhi e cecità del cuore.
E vai
cercando di non restare
ché ancora non l’hai fatto
e sei in ritardo.
Senza perdere la testa coi perché
ché è stata solo una farsa
un angolo inventato
uno sciocco passatempo di giorni e di ore
in un tempo finto.
Non importa quello che pensi davvero
c’è chi lo pensa per te
e per una volta, ti fa comodo
prendere in prestito le sue convinzioni.
E’ tutto sbagliato, e lo sai
E’ tutto sbagliato, soprattutto questo.
Ma non puoi dirlo
non puoi parlare
hai il cuore in bocca
e non puoi permetterti di ascoltarlo
né che lo senta.
Va bene così
Non ci sono più
Non c’è più
Va bene così
E non ci sarà un’altra lacrima da bere
non vuoi più assorbire
né cercare di trattenere.
Non si trattiene quello che non c’è
e non c’è mai stato.
Minuscola traccia mai ingrandita
invisibile
fai quello che (non) vuoi, puoi
E’ tutto finito, e non ti sbagli.
Finalmente libera da ogni peso.

-
e allora perché fa ancora male?

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Im-mobile

novembre 21, 2010

-
But all I’m thinkin’ is
I’m the same old story
same old act
One step up
and two steps back

(Via)

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S-natura

maggio 6, 2010

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Sì, sono prigioniero.


Che ci stai a fare se ti snatura?
(Perché mi piace quello che sei)

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Sono prigioniero delle mie vecchie teorie.

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Prima-vera

maggio 1, 2010

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Giorni come questi.
La terza stagione con lo stesso
stupito paesaggio verdeazzurro.
Il fresco tiepido del mattino con gli occhi arrossati
dal sonno perso, allora;

(per seppellirsi tutta nell’odore
che le rimane addosso delle ore)

dal bruciare delle lenti appannate, ora.
La  sera, in ritardo, con le zuppe,
o il frigo carico di ghiaccio da togliere, allora;
il frigo vuoto ché è meglio spegnere tutto, e uscire, ora.
Nessuna aspettativa, solo quello che veniva.
E veniva, allora;

(non sei mai stata così rilassata
così serena ed abbandonata
così viva e così perduta

come se ti fossi appena ritrovata)

Nessuna aspettativa: aspettare senza aspettare,
e forse nemmeno, comunque inutilmente, ora.
La confusione dell’inatteso, lieve e limpido, allora;

(un uomo pieno di tramonti
d’istanti, di racconti e d’orizzonti
)

la confusione del carico di errori e timori, ora.
E tra tante, l’immagine su un foglio: un giardino di una
grande città, un portone con appoggiato un respiro,
allungato e bellissimo, solo.

(anche fragile ma così intenso,
così coerente anche negli errori)

Il mare osserva, con le stesse risposte che non darà,
e rimanda negli occhi, la luce, liquida, di uno sguardo scuro.

(Per non rischiare di dimenticare)

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Av-volgente

aprile 19, 2010

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“Non ha solo occhi che vedono
ha occhi che fanno vedere”


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S-facciata

aprile 13, 2010

In punta di piedi
e fare lo stesso
troppo rumore

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(Il pudor mi fa vile, e prode l’ira)

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Vent-oso

aprile 11, 2010

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Trasparente
addosso al freddo.
(Senza s-piegare
solo carezze)


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La-mento

marzo 21, 2010

Mai
(con lui)
nè per intero
(dis-piacere)
nè a metà
(nuda)
Sempre
anche quando è freddo (il suo)
nonostante gli spigoli (i suoi)
nuda
(con lui)

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( Ché se il vento caldo l’ accarezza, l’acqua gelida la solletica )


Abusi-va

marzo 19, 2010

Il vizio di scrivere sotto ce l’ha sempre avuto, ma ora ci si è costretti, a meno che ( ‘unless’..no no stasera proprio no ) non si decida ( decidere decidere decidere..farlo senza dirlo, forse è l’unica via possibile ) di colorare con tinte finte. Vuole il blu (eh, volere volere volere, eh sì, la principessa sul pisello che vuole vuole vuole e rompe rompe rompe. A proposito, chissà perchè se una rompe in maniera manifesta non va bene..si deve fare per vie traverse? Di traverso ho solo l’umore, e quella malinconiachenonriesconeancheadirla), il blu le dà sicurezza, toglie un po’ di fr-agilità (che sarebbe l’elasticità emotiva. Pericolosa, non la capisce nessuno, pensano sia un modo arrogante e antipatico per far vedere che sai as-saltare..opinioni. Pensano. Boh, da qui sotto, la prospettiva è diversa) e dà l’illusione del caldo (il caldo che non brucia, quello che brucia finisce in nulla, l’altro mantiene, e resta, resta anche quando non ti resta che andare. Anche a quel paese, dopo un po’ un posto vale l’altro) e di un silenzio, quello anarchico, mai zitto del tutto, che ascolta e protegge, a volte culla (un movimento facile che diventa complicato, ma è faclie, e lieve – il mio lieve – e viene dall’ acc-udire). Invece no, il blu non c’è. Senza, sembra tutto opaco (il contrario di limpido), ruvido (il contrario di liscio) e ordinario (il contrario di fuorigenere). Così sta qua sotto, dove l’hanno co-stretta (senza stringermi. A stringersi verrebbe fuori il caldo e tutta quella serie ripetuta – sì, che io mi ripeto, noiosa lo so – di ovvietà che dico di testa mia, e cosa c’è di peggio dell’ ovvietà?! E dire che io nell’ovvio ci trovo intelligenza. Come mi verrà mai in mente non si sa, sono proprio fuorimoda) che ci sta a fare non lo sa, forse a voltarsi (voltarsi voltarsi voltarsi. E’ l’unico modo per essere sicuri di non tornare) e mentre si volta, parla (‘ti lamenti, recrimini, vai a curiosare, a sparlare and so on’. Dici a me?? I do not understand English, mi sta scambiando per un’altra) a vanvera, e in questo è rigorosa, in un mare (il mare, lui lo sa già, lui lo sa prima che glielo vai a raccontare, non gli devi spiegare spiegare spiegare, precisare precisare precisare, e con lui non ti devi giustificare) di fraintendi-menti, e non sa più qual è la parola giusta, forse entrambe. E a quel punto tutto diventa a fior di occhi (me lo sono inventato, lo ammetto, non si sa esattamente cosa sia, ma è una roba umida che fa vedere appannato, a volte anche nero e finisce nelle mani. Ci rimane solo quello, nelle mani) e va di parentesi (come sempre, si penserà, invece no, di parentesi ci sono sempre andata, ma solo per scrivere, di per sè sono lineare, fedele, quasi costante, monotematica, noiosa insomma) ma la musica non cambia..E si ricorda che suo è Thom, che non è solothom. Thom, l’abusivo urlante che non urla. Grida nella testa, grida nel silenzio, grida nei sensi, grida dal fondo scuro degli occhi. Usaeabusa pure di lei, l’abusiva. Fallo, lo vuole. Anche se non grida (o forse non la vuoi ‘sentire’), chè non ha voce, non in questo capitolo. Ma resta, lei, anche quando va. Resta, contro chiunque, se stessa inclusa.


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