Fol-lie

Novembre 7, 2009 di Bla

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Don’t get any big ideas

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Forse a volte ci si riconosce perchè si sono letti gli stessi libri. Si ferma su una parola e si dice: è anche la mia, e gli esce fuori così bene, proprio come l’ho sempre ascoltata in quel silenzio un po’  ribelle e un po’sconfitto di quando giri tra la gente e non la vedi, non la vuoi. Le parole che si nascondono negli angoli, che sembrano accessorie, stanno di lato, appartate, sfuggono quasi. Ecco quelle lei, sì, lei le vede e le guarda e le accarezza, attenta a non sciuparle le assorbe, e non se ne può separare, non vuole. Dietro quelle piccoli grandi parole c’è quel tipod’intelligenza, sensibilità e fantasia che ama, che vuole. In mezzo altre, quelle vistose, quelle complicate, scritte sulla bocca di tanti. Ce ne sono state (e ce ne saranno) di litigiose e prepotenti a combattere una specie di duello, ché una roba bella e così piena ha carattere e quasi sempre è difficile. E lì che, sommersi da una fila scomposta d’incomprensioni, pensa che no, non ci si capisce neanche a leggere gli stessi libri. Poi si dà un’occhiata un po’ meno frettolosa e rivede quei sorrisi miti,a volte storti, altre così limpidi da accecare, e s’accorge che sotto, dietro e dentro quei primi rumori lievi c’era già tutto quello che serve per conoscersi. Allora ci vuole la verità, detta di lato, di nascosto, da dove non la vede, ci vuole perchè c’è, c’è che in un modo un po’ disallineato e confuso che a raccontarlo sembra una follia, gli ha dato un pezzo di cuore, e non lo rivuole. Tienilo chè se è con te diventa più bello, tienilo, tra le tue parole.

(Affari di.. parole)

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Tu sei così, tu sei cosà,  ricordi? E’ la solita vecchia e de-cadente  storia di chi ti proietta addosso le sue speranze o timori. Si mangiano due parole, due gesti e li masticano confondendone il sapore.  Ed è subito “idillio o tragedia”(op.cit.). Non serve nemmeno avvertire spiegare che va presa con moderazione, che una carezza è solo una carezza, come un rifiuto è spesso solo un’arrrabbiatura, del momento. La solita vecchia e de-cadente storia dei troppo che nessuno vuole capire. E’ che poi ci si stufa anche di spiegare. Vuoi credere sia così? bene, è così. O forse ti piace pensare sia cosà? accomodati, pensala cosà. Lei sta, come dice lui, sta. Guarda e   sorride, a volte ride,  senza snobismi, ma ride perchè l’ostinazione  a inventarsi un’idea è irresistibile, per tutti, lei inclusa. Ci fa sballare le prospettive, ci impedisce di godere della verità, ci nega la possibilità di restare o di andare, e ci va bene perchè è l’inganno perfetto: chi tradisce è sempre l’altro, per noi c’è l’assoluzione, completa. E pensare che basterebbe ascoltare, senza interpretare, basterebbe pensare.. Eh, pensare, troppo sforzo: perchè dovrei mettermi a pensare?! C’ho già sto gran da fare per raccapezzare  un ritaglio di pace, no, dai, me lo invento, e ti ci metto dentro come  mi viene meglio, poi vedo se tenertici e come. E’ così che va, direbbe lui. Lui che non si capisce mai da che parte sta, perchè lui è quello dell’ “avranno i loro motivi”, e lei che ribatte e li critica i loro motivi; lui che sorride a tutti e lei che tutti li mandarebbe a quel paese; lui che dà addosso solo a lei (anche se lo nega) che  non gliene passa una, neanche un sinonimo della più superflua delle parole(e nessuna parola è superflua, e nemmeno povera, dirà). Lui che parla poco, e lei che parla parla parla, e recrimina (anche se lo nega), lei che lo accusa di freddezza e  d’indifferenza, lei che fa e disfa, minaccia e va..ma poi torna, e  glielo dice. Gli dice quello che altri hanno creduto, inventandoselo o ingigantendolo. Ecco, lui sì, lui potrebbe dirlo, e non lo fa, perchè  conosce i suoi troppo, perchè l’ ha ascoltata, ha trovato il tempo e la voglia di ascoltarla. E questa è una cosa vera, reale, non è  un’idea.

( ‘Fond but not in love’ )

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You’ve gone off the rails

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____< e ora.. you can laugh  >

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Fan-go

Ottobre 25, 2009 di Bla

Words are blunt instruments
Words like a sawed off shotgun
Come on and let it out

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Piccole spinte, lievi
< fosse il tuo sarebbero carezze
è il suo e sono spifferi
da una minuscola serratura di ruggine >.
Fitte di piccole sconfitte fitte a bersagliarti il viso
e quello che nasconde, o rivela.
Ti spostano a lato, in un angolo
< fosse il tuo sarebbe intimo spazio,
è il suo ed è guscio fatiscente e umido >.
Cascano pezzi d’intonaco, uno ad uno.
A terra gli occhi si chiedono di quelle linee spesse
rimarcate spesso: il limite insuperabile
tra la superficie superfla e tutto il limpido sopra
< fosse il tuo sarebbe lui
è il suo ed è un chiunque tranne >.
Arte quotidiana, certosina e certa
che spinge spinge e dipinge
figure immacolate, vecchie e nuove
tutte candide, messe lì, meravigliose,
in contrasto col torbido.
Tronfi trionfi di tonfi sordi sul sordido,
il martello batte la colpa.
Vittoria a traiettoria incrociata
da infilarti negli occhi,
opachi, ormai.
< La pena non vale il ripetuto voltarsi >
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Hysterical and useless
Hysterical and
Let down and hanging around
Crushed like a bug in the ground
Let down and hanging around

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Inin-fluente

Ottobre 18, 2009 di Bla

Did i fall or was i pushed?

Un rivo d’inchiostro
trasparente
scivolato
su una superficie liscia
< e ancora la forza di sciogliertici sopra >
Una piuma
che si lascia volare
addosso
e si allontana
con un soffio
gelido
< e ancora la voglia di accarezzare >
Un velo
da tener attaccato
per proteggersi
dal vuoto
di un’attesa
< e  ancora l’amore di vederci il candore >

You will be dispensed with
you can’t count

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Intr-usa

Ottobre 13, 2009 di Bla

“Chissà se dorme..”
Dentro l’abito notturno
vegli
furtiva
su un’ Idea
inviolabile e screpolata
nel desiderio terrorizzato
che svanisca.

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There’s nothing I can say
that isn’t gonna be there’s nothing in my way
I know it’s gonna be a mistake


Disser-vizio

Ottobre 11, 2009 di Bla

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Capiva solo che nulla è più forte
di quell’istinto
a tornare
dove ci hanno spezzato,
e a replicare quell’istante per anni.   (A.B.)

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< ..sei la disfunzione >

M-onda

Ottobre 4, 2009 di Bla

This mess we’re in

Rideva singhiozzando.
Le parole costruivano un disegno ad angoli appuntiti,
la mente seguiva righe nette, spietate.
Cedere alle rotondità ammmorbidendo gli angoli
avrebbe reso più dolce la china, ma impossibile risalire:
sarebbe scivolata, di nuovo.
Rideva di sè, e del suo viso,troppo liscio e regolare.
Poi una carezza di rabbia sopra una discesa di pioggia nera:
che lo macchi, che lo sfregi fino a renderlo ridicolo.
La lasciò fare, assecondò la perfidia della ragione
quando cancella e sporca.
Gli piaceva quell’autoironia, necessaria e giusta:
era consapevolezza, e difesa, e soluzione.
Finchè non si trasformò nell’irrisione sciocca
di chi premia gli altri scippando se stesso.
Le prese il viso tra le mani, asciugò le sue domande
e infilando gli occhi fieri e tristi dentro i suoi disse ‘basta’.
Stanca lasciò scendere lacrime,ora dolci,
sopra il viso liscio e regolare
a raccogliere nei lati d’un sorriso,
lo sforzo della ragione quando serve il cuore.

I don’t think we will meet again

< What were you wanting? >

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Dis-costo

Ottobre 1, 2009 di Bla

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Non lo sai dove finiscono le tue parole, sai che le ha raccolte il silenzio, quel suo silenzio dal fascino complicato. Non conosci l’espressione che hanno segnato sul suo viso, nemmeno cosa hanno spostato. Quante volte hai voluto scuoterlo lievemente quel silenzio, quante l’hai provocato perchè esplodesse, quante hai desiderato ne uscisse un suono a disegnarne una forma.E quante volte sei scappata via, senza mai riuscirci fino in fondo. Via dai silenzi, via da quello che la ragione non ti spiega, e  a te un motivo, almeno uno, a te, sì, serve, e allora vai. Gridarle le proprie esigenze, le proprie voglie e poi via dove qualcuno le raccolga. Silenzio, il tuo stavolta, mentre ridi altrove, convincendoti che ti basta, sì, ti basta quella leggerezza. Intrigante, certo, divertente, e nessun paragone: non farne, non puoi saperlo come sarebbe di là. Di là è una stanza chiusa dove non puoi entrare, di là non c’è posto per te, resta dove sei e prova a crederci. Ma non ci sei, sei in tutte le sue stanze: un labirinto sconosciuto in cui sai esattamente come muoverti perchè, ti dici, sai come sarebbe, e forse lo sai davvero. Così torni, coi soliti sospetti, coi timori e le gelosie di sempre, torni sapendo di non trovare, ma torni, senza riserve, con.
Finchè non ti accorgi che hai spostato solo aria, come quel passante, , quello incrociato sotto l’ombra d’un sorriso destinato a un altro.

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Non c’è bisogno nemmeno di amare,
basta respirare < senza riserve> per pagare.

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E-lusorio

Settembre 27, 2009 di Bla

Truccare l’aria passandosi il rossetto sulle labbra:
che il colore del battito sbiadisca.
Solo tu lo vedi, è già troppo.

Perchè è facile farsi male
< e  di più farsene fare >

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Sugg-estivo > pop lie

Settembre 20, 2009 di Bla

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What we talk about when we talk about love

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Spesso quando la gente dice ‘amore’ non sa di cosa parla. Tu ascolti, e pensi che è una parola troppo piena per dirla con la bocca asciutta. Così rispondi, senza nessuna convinzione, che ci credi, che quello è amore. E te ne vai, voltandoti sta volta chè quel poco che c’era da vedere l’hai visto tutto, manca solo un altro sorriso, buono, che gli porti fortuna, ché glielo porti davvero l’amore, prima o poi.

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< When they just threw away
the only good thing
that they owned >

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Ri-tagli

Agosto 30, 2009 di Bla

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Un’altra, meno più uguale, non cambia, un’altra di tante.
Liberarla o rinunciare,e regalarsi un altro pezzo di solitudine.
Accartocci l’anima per bene,tante piccole pieghe concentriche
abbracciate l’un l’altra, per attutire lo scoppio, o rispondere
con un tonfo stonato che gracchi contro il vento,
sempre troppo freddo, sempre troppo contro..
anche quando è caldo.
Scambiarselo quel caldo,e sentirlo così intenso
che non bastano le mani,gli occhi,le labbra,
che respira forte e silenzioso, si espande prepotente,
addosso, dentro, ovunque.
Non è abbastanza,o forse è troppo. Troppo.
Il mare è piatto,indifferente,
il faro offuscato da luci fioche, e insistenti.
Nessun chiarore
resiste
alla sovrapposizione
disordinata
di luci sfocate.

- Perchè ti copri? Non dovresti.
Al sicuro, fresco, solo.


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A forza di allontanarlo, non ne avrai,
e non è questo che davvero vuoi.
Saperlo non ti aiuta, saperlo ti perpetua.

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